Fare un sito vetrina? No grazie!

Fare un sito vetrina…Oggi ti voglio raccontare perché farsi fare un sito “vetrina” aziendale è come avere il negozio sempre chiuso. E in questo momento di congiuntura provocato dall’epidemia Covid-19, la rincorsa al digitale “pret a porter”, ovvero soluzioni facili facili che per lo più spostano poco o niente, possono far cadere in “trappola” qualche piccolo imprenditore a digiuno del mondo Digital e di Strategie di Marketing e Business.

N.B. Dicesi fare un sito vetrina la creazione di un sito con contenuti statici, privo di una strategia di acquisizione clienti. Non ha lo scopo di attrarre né di coinvolgere potenziali clienti ma solo presentare l’azienda come fosse una brochure digitale. Questa tipologia di siti erano molto in voga diversi anni fa nell’era 1.0 del web

Ma andiamo per ordine…e vediamo se qualche peccatuccio di quelli che illustrerò più avanti l’hai commesso anche tu.

Ovvero partiamo da come solitamente il piccolo imprenditore italiano che chiameremo Mario Rossi giunge alla decisione che è arrivato il momento di sbarcare su Internet. Poi vedremo anche la versione legata all’arrivo del coronavirus!!

Solitamente tutto comincia così…

Una bella mattina il Sig. Mario si alza e dopo caffè e sigaretta, entra in doccia e comincia a balenargli nella testa che deve trovare qualcosa per risollevare il fatturato della sua attività. Si rende conto che qualcosa va fatto…sì ma, che cosa? 

Fatta la doccia, sale in macchina e pensa che ti ripensa comincia a valutare con grande scetticismo, che forse la soluzione è quella di essere presenti on-line, d’altronde questo mantra “essere presenti on line”, lo sente ripetere ovunque da tempo ma non sa molto bene cosa significhi. 

…Intanto arriva al lavoro, accende il computer e con aria sconsolata da un’occhiata ad un po’ di dati e numeri, e affiora il sospetto che anche questo mese non potrà pagare quel fornitore che lo aspetta da tre mesi, e che la cartella di equitalia in scadenza va rimessa nel cassetto (e poi si vedrà…)

Insomma il sospetto di essere in difficoltà anche questo mese diventa certezza…

Gli affari non girano, in compenso a “girare” è ben altro!!

Ed è lì che prende la decisione, in un momento di sconforto il Sig. Mario decide di reagire di non mollare, ma privo dei giusti consigli e informazioni, che lo aiuterebbero a capire come muoversi, decide che ci vuole il sito internet.

“Et voilà! Fare un sito vetrina è la soluzione!!!”

Ora di per sé non è una cattiva idea, ma ad analizzarla meglio è proprio una PESSIMA idea! Eh si! Perché Mario non sa che fare un sito vetrina in stile “aziendalese” non serve assolutamente a nulla, se non inserito all’interno di una strategia di marketing più ampia dove il sito diventa uno dei vari strumenti che lavorano in sinergia secondo le linee guida della strategia a monte.

Strategia

Tattiche e tecniche

Strumenti

Il sito è qui!

Se invece si parte dagli strumenti….”Houston abbiamo un problema!!” Stessa cosa vale per il blog, l’e-commerce o la pagina Facebook che in tanti si vendono come il toccasana per gli affari. 

Tutti questi strumenti sono delle ottime opportunità, ma se non utilizzati con delle tecniche specifiche, e se non scelti e contestualizzati all’interno di una pianificazione strategica, non hanno senso. 

Benché in casi isolati possano anche portare apparenti risultati, sono solo una piccola parte rispetto a quanto si lascia sul “piatto” in termini di potenziale fatturato, e spesso purtroppo, i risultati sono inerenti ai cosiddetti indici delle vanità, ovvero like e condivisioni che nulla hanno a che vedere con gli indici che dovrebbero interessare ad un imprenditore:  conversioni e vendite.

Quindi e lo dico senza giri di parole, in modo che non ci siano dubbi di sorta: i like e le condivisioni così come il traffico inteso come visualizzazioni e visite al vostro sito, pagina web o landing page che sia, 

NON SERVONO A NULLA SE POI NON SAI COME TRAMUTARLI IN CONVERSIONI E VENDITE!

Anzi ti dirò di più…nel caso delle campagne a pagamento,  (che vengono spesso offerte come strumento isolato! Maledizione!)…Il traffico generato da queste ultime se non ben targettizzato e incanalato in un processo di acquisizione strutturato sulla base di una strategia pianificata, può essere dannoso e farti perdere molti soldi a fronte di un ROI (ritorno sull’investimento) minimo, quando non addirittura inesistente. Ma per un approfondimento su come questo possa accadere scriverò eventualmente un altro post.

Ma quindi Mario ha avuto l’intuizione sbagliata?

Il Sig. Mario, non è assolutamente uno stupido, anzi è una persona molto in gamba altrimenti non sarebbe stato in grado di mettere su con le sue forze un’impresa con l’intenzione e la determinazione di farla funzionare. 

Ma soprattutto non gli sarebbe successo quello che forse sta accadendo anche a te, e sto parlando di avere la giusta intuizione, coperta però da una spessa coltre di nebbia. Forse anche tu come lui hai percepito che devi fare qualcosa per far finalmente decollare la tua attività, ma non sai ancora cosa.

Ora, questo è quanto avrei detto prima dell’arrivo del Coronavirus 

E nulla di quanto sopra descritto ha perso di valore. Il problema è che oggi in piena crisi (ed è solo l’inizio), tu come imprenditore devi prendere quanto ti ho appena detto e moltiplicarlo x 10. E sai perché? 

Perché in una situazione delicata come quella che stiamo vivendo, con l’acqua che sale non hai il tempo di prendere decisioni sbagliate e poi tornarci su più in là. Non te lo puoi permettere! Il tempo oggi è la cosa più importante che possiedi. Usalo bene, fai le scelte giuste e vedrai che quando si abbasserà il polverone quello rimasto in piedi sarai tu.

Ne ho già parlato in un altro post che ti consiglio di leggere, LO TROVI QUI, ma questa storia della digitalizzazione, dell’innovazione è diventata come la storiella dell’elefante nella stanza: il problema è noto ma nessuno ne vuol parlare. 

A cosa mi riferisco? Mi riferisco al fatto che viviamo in un paese dove tutto è sempre fermo, e la parola innovazione, non è mai la benvenuta. Non ci fidiamo delle novità, non ci fidiamo di chi ce le propone, continuiamo a chiuderci e a ripiegarci dentro le frasi tipiche come “no ma qua si è sempre fatto così!”  “no ma nel mio settore è diverso”, ecc. 

Lo so non ti farà piacere sentirlo, ma (e lo dico per esperienza diretta), alle volte non è semplice trattare con alcuni di voi (lo so anche con molti di noi 😉), sempre concentrati come siete a sbirciare se abbiamo una pistola nascosta in tasca, a carpire dove sta la fregatura, e mentre siete concentrati a capirlo vi perdete gran parte del valore che vi stiamo trasferendo. 

Perché certo che se è il mio lavoro voglio essere pagato per ciò che faccio, ma questo non sottintende la malafede, si chiama business. Non è un gioco a somma zero dove se uno vince l’altro perde, ma una collaborazione WIN-WIN dove entrambi vinciamo.

Il troppo bello per essere vero, non esiste in questo campo! È solo la tua percezione che non conoscendo certe tecniche e strategie che altrove sono la normalità, a te sembra che si stia parlando di magia. 

Ma si tratta solo di gestire un’azienda in maniera professionale e innovativa per stare al passo dei tempi e con un mercato che non fa più sconti alle piccole imprese che pensano di poter stare sul mercato gestendosi ancora come facevano 40 anni fa. 

Quindi per tornare sull’argomento, non fare un sito vetrina non ti serve a nulla, ma in questo momento hai bisogno di trasformare la crisi economica che ha generato il coronavirus, in un’opportunità! 

L’opportunità d’innovare la tua azienda per sopravvivere prima e prosperare poi e per fare questo purtroppo hai bisogno di consulenti, un team di pronto intervento che ti aiuti. A meno che tu non voglia attendere l’aiuto dello Stato, che anche se arrivasse sarebbe solo un palliativo che allungherà la tua agonia,  non puoi affrontare da solo il cambiamento che ti aspetta.

Oggi faresti meglio a restituire la Mercedes e prendere un’auto più piccola, e con i soldi risparmiati investire nell’innovazione della tua azienda e mi riferisco all’ottimizzazione del modello di business, alla digitalizzazione di alcuni processi, all’implementazione di strategie di marketing digitale e non, e via discorrendo. E non è detto che la tua scelta debba ricadere su noi di Wolfe, ma fai una scelta e agisci.

3 consigli in chiusura

Tempo al tempo

A chiunque ti rivolgerai, scappa da chi ti dice che in breve tempo farà esplodere il tuo business. Sta mentendo sapendo di mentire. Come si dice dalle mie parti "ci vuole il tempo che ci vuole." Non tutte le attività sono uguali, ci sono quelle progettate meglio e quelle peggio. Ci sono quelle che hanno budget capienti e altre con budget minimi.  Ma mai in nessuno dei casi sarà un percorso breve, potrà essere più o meno veloce ma sempre progressivo e fatto di aggiustamenti lungo il percorso, almeno se parliamo di risultati veri e importanti, che sono anche gli unici risultati a cui dovresti essere interessato/a (il minimo sono 6 mesi).

Chiedi aiuto

Visto il punto 1, a meno che tu non faccia parte della razza dei supereroi che oggi pare vadano tanto di moda, che si mettono a studiare per anni per poi prendere di peso la propria azienda e risollevarla con tutta la forza dei loro super poteri (in questo caso avresti tutta la mia stima ovviamente), ti consiglio di trovare qualcuno cui affidare la parte del business che non conosci in maniera approfondita.
Mentre tu ti dedicherai a fare il tuo lavoro, loro si dovranno occupare, in collaborazione con te, di creare le condizioni per far prosperare la tua attività attraverso l'implementazione di un'infrastruttura di business, con l'obiettivo di crescere e consolidarsi all'interno del tuo mercato di riferimento.

Analisi continua

Non farti rifilare da qualche espertone di informatica con qualche conoscenza di web marketing, una piattaforma pre-impacchettata, magari se sei fortunato realizzata anche bene, (a volte molto bene), che una volta pagato il conto, sottintenda la sparizione dell’ espertone che ti lascerà da solo davanti ad una sorta di sonda spaziale che...bella è bella...Ma come si usa?
In poche parole: dovresti avere davvero molto tempo da dedicare all'acquisizione delle competenze necessarie a poter fare tutto da solo, per portare risultati concreti e continuativi nel tempo, fino a consolidarli. E dovresti avere altrettanto tempo da dedicare quotidianamente a questo "nuovo" lavoro.
Perché come dicevamo al punto 1, il processo è progressivo e necessita un'analisi continua dei feed-back per poter capire come ottimizzare i vari processi e produrre risultati concreti su base continuativa.

Alla luce di quanto detto, spero sia chiaro che…

La risposta non può e non deve essere fare un sito vetrina… 

E non può essere la pagina Facebook o il blog, o l’e-commerce isolato nel nulla. A questo punto ti direi di tenerti i soldi in tasca e continuare come hai fatto finora.

Tuttavia mi rendo conto che per un imprenditore o un imprenditrice che non ha il budget per rivolgersi alla McKinsey* sembra una situazione disperata. Voglio essere chiaro…Non è così!

Sono molte le piccole e medie imprese che hanno recepito la necessità di evolversi e stanno investendo nel marketing e nelle nuove tecnologie con budget alla loro portata e risultati più che soddisfacenti e a volte straordinari. Quindi voglio chiudere questo post con un segnale che spero ti arrivi forte e chiaro…AGISCI!

Se deciderai di affidarti a qualcuno che lo faccia per te, il consiglio è inizia con il fare qualche consulenza e renderti conto di quello che c’è in giro.

“In bocca al lupo”

Mr Wolf

*McKinsey è una multinazionale nel settore della consulenza strategica per le grandi imprese.

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